Qui scrivo di musica quella bella sonica, rock ed elettrica, elettronica e punk, noise e jazzosa! Ma anche no! Quanto odio(amo) questo modo di dire.
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John Coltrane - Ascension
Oggi mi sveglio con in mente una melodia mozzata di strumenti a fiato. Cerco di ricordarmi meglio e capire di quale cd si tratta. Forse un cd jazz. Ritorno a pensare alla melodia bellissima come se i sax e le trombe si svegliassero, però so benissimo che quella melodia si sarebbe persa in una cacofonia incomprensibile! Oggi però sento che ce la posso fare a sentire quella sinfonia impazzita e riuscire a capirla.
Cerco tra i miei cd “Ascension” di John Coltrane, ben 40 minuti di sinfonia free jazz suonato da un ensemble di 11 musicisti! Lo metto su. Ecco quella bellissima melodia! So che mi prepara al peggio, ma oggi non è così. Sento che la melodia continua, riesco pure a distinguere bene il ritmo della batteria, che finora reputavo aritmica. Riesco a distinguere benissimo ogni strumento e a capire la bellezza di quello che l’ensemble di ‘Trane sta suonando. Tutto quello che stanno facendo ha un senso, un senso unitario e non è semplice free! E’ una musica sublime, una vera Ascensione, ed una volta capita rimarrete davvero abbagliati da tale bellezza!
Rileggo le note sul libretto, c’è scritto che Coltrane la linea melodica iniziale la ripete in ogni segmento come guida, è questo il motivo per cui oggi finalmente capisco il disco! Perché prima di sentirlo avevo già stampato nella mente quella linea guida che mi permette di attraversare il cd e carpirne ogni particolare celestiale! Più avanti mi accorgo che quella linea guida è casualmente molto simile all’altra celestiale melodia del più famoso A Love Supreme. Ora non starò a dirvi delle altre mille particolarità e bellezze di Ascension, ma se possedete A Love Supreme, dovete per forza dedicare ascolti ad Ascension fino a capirlo, ne varrà veramente la pena! Io invece me ne vado a seguire una lezione di matematica sperando di capirci qualcosa!
E' morto John Peel, il mitico Dj della BBC, quello delle Peel Sessions. Non so cos'altro dire... sono triste, mi sentirò tutte le Peel Session che ho in suo ricordo.
Dj Spooky & Pan Sonic
Ieri all'auditorium di Roma (nella magnifica sala Santa Cecilia) mi sono visto Dj Spooky con il suo reBirth of a Nation. Uno spettacolo molto particolare, intelletuale e divertente che vedeva un grande Dj Spooky, in abito da sera, dirigere (con l'ausilio di piatti, mixer audio/video, laptop e aggeggi vari) Nascita di una nazione (di Griffith), film muto del 1919 considerato alla base del cinema. Dicevo che Dj Spooky "dirigeva" perchè il film era proiettato su tre schermi diversi: uno grande centrale e due laterali più piccoli. Al centro veniva proiettato il film con tutte modifiche di colori ed immagini fatte in digitale (pre-editate, ma anche improvvisate) che evidenziavano alcuni particolare ponendo l'accento sugli aspetti che stavano più a cuore al "direttore"(ovvero il forte razzismo insito nel film). Su i due schermi laterali invece veniva proiettato il film integrale (seppure con piccoli loop e sovrapposizioni) che seguiva parallelamente la proiezione centrale. In più essendo il film muto Dj Spooky pensava anche alla sonorizzazione del film con il suo dub/hip-hop strumentale che per l'occasione campionava voci femminili di vecchi blues e violini da film muto. Insomma un grande spettacolo multimediale, che fa uso di moderne tecnologie in modo intelligente.
Dopo Spooky c'è una pausa di 10 minuti ed ecco salire sul palco i Pan Sonic con i loro accrocchi analogici che iniziano a investirci con onde sonore distorte, cariche e sature, ovviamente avranno fatto pezzi dal loro ultimo album (kesto) dato che lee traccie quasi-ambient di Aaaltopiiri non se sono sentite. Dietro di loro c'era un la proiezione di onda sonora che ad ogni pezzo inziava a ballare ritmicamente sulle basi ritmiche, per poi venire sezionata allargata, accorciata, allungata, squadrata, sdoppiata. Infatti pure senza la proiezione dell'onda al corpo e all'orecchio arrivava proprio la sensazione di onda sonora martoriata e fatta fluttuare in mille modi diversi e ci si poteva perdere dentro come nelle onde del mare in burrasca. Poi era bello vedere anche i due Pan Sonic smanettare con manopole perchè in corrispondenza di noise, vibrati, fading e altro loro muovevano qualcosa evitando l'effetto "tetris" ben conosciuto a chi è abituato ai vari laptop performers, semmai sembrava che stessero smanettando il joystick giocando a tekken! ![]()
Zufest III a Roma
Lo Zufest è un evento organizzato dai mitici Zu terzetto jazz-core di ostia, famoso in tutto il mondo (nel loro ambito ovviamente) nonchè uno dei gruppi più fichi che possediamo in Italia. Quest'anno il cast includeva Black Forest/Black Sea, Matts Gustaffson, i Lightining Bolt e gli stessi Zu.
Black Forest/Black Sea
Il concerto si è svolto all'acquario romano, un ambiente semicircolare molto bello e sobrio con tanto di moquette a terra. Infatti gli Zu hanno organizzato il tutto in modo che non ci siano palchi e che si possa liberamente stare attorno ai musicisti. I primi a suonare sono i "Black.." che (posti al centro della sala) facevano un misto di post-folk e drone music strumentale. Erano in due uno suonava chitarre stranissime (e loopate) e l'altra un bel violoncello. I primi pezzi sono stati veramente pallosi, perchè privi di personalità/spessore, insomma mi pareva di sentire me quando mi rincoglionisco da solo a suonare sempre la stessa nota col delay! Per fortuna gli ultimi due pezzi avevano più senso, evocavano musica ancestrale e antica in maniera molto convincente.
Mats Gustafsson
Alla fine dell'ultimo pezzo dei Black Forest/Black Sea arriva un omone con un mega sax basso e spara un vaporetto che neanche io avrei mai concepito! Si trattava di Mats Gustafsson uno dei maggiori sassofonisti d'avangurdia! Così inizia il suo concerto e così continua con vaporetti eseguiti su più tonalità e ad intervalli diversi e suonati a mò di spazzar via il pubblico seduto tranquillamente sulla moquette. Spiego ai profani cosa eranoquesti vaporetti! I vaporetti non erano nient'altro che 10 note dissonanti suonate contemporaneamente per avere suoni devastanti come un vaporetto che parte o un barrito di un elefante o un urlo di una scimmia!
Zu
Mentre Gustafsson continua a barrire e a boccheggiare vedo il sassofonista degli Zu che gli s'avvicina e inizia a improvvisare con lui. Mentre questi continuano a improvvisare free-jazz in maniera eccezionale ecco che sulla destra il batterista e il bassista degli Zu prendono il loro posto ed iniziano a suonare! Guardo estasiato il set spettacolare degli Zu, il batterista creare ritmi impossibili ed incartati, il bassista impegnato in incastri ritmici e dissonanze bellissime e il sassofonista più free che mai che continuava l'interplay con Gustaffson!
Lightning Bolt
Mentre gli Zu erano impegnati nell'ultimo magnifico pezzo, una cosa che diminuava sempre di velocità che a
vederlo ti chiedevi come era possibile, al lato sinistro della sala vedo prepararsi i Lightning Bolt. Prima d'ora non li avevo mai sentiti però da quello che avevo letto di loro su Blow Up mi aveva messo l'acquolina in bocca. Appena mi giro vedo il bassista con alle sue spalle una roba come cinque/sei amplificatoroni (ognuno con la loro testata) che a guardarli avevo paura dell'effetto Ritorno al futuro che avrebbero potuto fare. Subito accanto al bassista c'era il batterista con una calzamaglia verde (tipo goblin) in testa che incuteva timore, in più il suo set di batteria era stranissimo: consisteva in un rullante al centro, due timpani ai lati di questo, ed un solo piatto (credo un ride) accanto al timpano destro. I due Lightning Bolt (che credo voglia dire saette) attaccano a suonare esattamente a fine Zu e senza microfonazioni di sorta iniziano a far tremare la sala. La loro musica frullava tutti i generi estremi (dal grind, al metal, al noise) in unica devastante arma sonica! Noto subito che il batterista fa paura non tanto per la tecnica, ma per la foga la velocità e l'istintività con cui suona, insomma fa paura! Eppoi inizia a cantare dentro questo microfonino piatto che si tiene in bocca, ed esce fuori un suono distortissimo che gli serviva solamente per fare noise ed incastrarlo nelle ritimiche. Il bassista non era da meno, dato che suonava come se il suo basso fosse uno strumento dal suono fluido e malleabile. Infatti tramite un pedale pitchshifter piegava i toni del basso come gli pareva a lui sia per fare noise chitarristici, sia per fare bassi gorglii grind e grazie ai sei amplificatori cacciava delle distorsioni mostruose. Prima dell'ultimo pezzo il batterista sposta la batteria in mezzo ai pochi che stavano seduti per spronarli ad alzarsi e circondarli. Quindi i due attaccano un riffone che manco nel black-metal e tutti i pochi rimasti seduti si alzano impazziti e si poga come non avevo mai fatto! Vi dovete immaginare qualcosa tipo video punk-hardcore dove il gruppo è circondato da gente che poga e deve stare attento ad evitarla! Veramente la cosa più punk e adrenalinica che abbia mai vissuto!!!
Gioca Jouer!
Ho appena aperto un altro blog dove invece di musica scriverò di videogiochi! Li tratterò con rispetto come se fossero dei bei film o dei begli Exogini!! E non prendetemi in giro sennò vi tramuto in una mousse al torroncino!!
EXOGINO PAUCINO!
Q AND NOT U - POWER
Mi chiamo Q e non U!
Ecco dopo aver coniato il titolo più demente del mese, mi accingo a parlarvi di Power dei Q And Not U ennesimo bel disco della nuova ondata di artisti Dischord.
Oggi mi sveglio faccio colazione guardo il video più brutto del mondo (quello col tamarro biondo tatuato che fa one shot! one bra! e bla bla bla!) poi esco di casa compro Blow Up ed ecco che ricompare una buona recensione di Power, dopo l'ottima che avevo letto giorni prima su Rumore. Non ho nulla da fare, ho 13 euro in tasca quindi decido di andare da Disfunzioni a comprarmelo (al posto chessò di qualunque dei capolavori a 9 euri tipo i wire). Torno a casa lo metto su in loop per 2-3 volte (altre due volte proprio adesso) e ne sono felice. Oddio non è un lavoro eclatante come l'ultimo dei Black Eyes! Però! Però è un degno figlio del piccolo capolavoro Fake French degli El-Guapo. Quindi non può che farmeli piaciere.
Difatti Power è un disco molto simile a quello dell'ultimo El Guapo (non a caso è prodotto proprio da due Guappi!) nel riprendere certi falsetti danzerecci (come nell'irresistibile funkissima Wonderful People) o filastrocche storte e appiccicose. Ma le similitudini finiscono qui. Perchè i Q and Not U possiedono testi più diretti e concreti, un cantato più fugaziano (diretto e incazzato) e chitarre post-punk. Insomma un approccio in generale più nervoso e meno giocoso. Immaginatevi Fake French e Cough come due estremi (l'uno giocoso e pazzo, l'altro pazzo e aggressivo) e in mezzo metteteci questo Power. Pieno di funk, ma anche di punk, ma anche di fischiettini dei lecca lecca e di chitarre spagnoleggianti, fa muovere anche il culetto come nella bellissima tribalissima Tag Tag posta a fine album!
Riflessioni sparse
Non so perchè, ma quest'anno sono in fissa con la Dischord, forse perchè i loro dischi costano tutti 13 euri?!? (e da internet anche un euro in meno). Perchè tutti ce l'hanno con l'ultimo album della Blues Explosion? Va forse di moda parlare male di Jon Spencer? bah!