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Qui scrivo di musica quella bella sonica, rock ed elettrica, elettronica e punk, noise e jazzosa! Ma anche no! Quanto odio(amo) questo modo di dire.

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martedì, maggio 31, 2005
Primavera Sound 2005 @Barcellona

PRIMAVERA SOUND 2005 REPORT #1

Ecco il mio report, tenete conto che a causa di progetto demo ho perso il primo giorno che era una ficata dato che c'erano Jesu, Arcade Fire, Isis, Maximo Park e Vitalic.

Primo Giorno 27/05/2005

Il primo giorno arrivo con Sara, verso le 18 in tempo per vedere Anthony, ma suonava nell'auditorium che aveva solo 500 fottutissimi posti e quindi si era riempito subito fanculo! Per fortuna che sul palco grande stavano inziando i Broken Social Scene!

Broken social scene
Mi godo l'inizio comodamente seduto sul grande prato scosceso che caratterizzava il fondo dell'area del palco grande. Più va avanti il concerto più i BSS si scaldano e più io mi fomento e inizio a seguirmeli sempre più da vicino fino quasi ad arrivare alle prime file per godermi un concertone ed una Almost Crimes da brividi! Veramente bravi simpatici ed entusiasmanti con le loro quattro chitarre, basso, batteria, voce maschile e voce femminile, con i musicisti che si spostano ai fiati o tastiere e con il loro mischiare stili mi sembrano quasi dei Wu Tang Clan dell'indie rock!

Dopo i BSS io e Sara ci mettiamo seduti davanti alle transenne al centro perfetto del palco in attesa del concerto dei nostri amatissimi Stooges! Aspettiamo tipo un ora tranquilli a disquisire di cazzate finche non arriva un cesso (uno dei pochi dato che le ragazze spagnole erano notevoli) vestito di gonna lunga fluttuante a fiorelloni e coi tacchi. Il cesso pretende di mettersi davanti a noi sedendosi con il culo in testa a Sara che voleva picchiarla, ma lei e la sua inutile gonna hippy sono state punite! Infatti salgono sul palco gli Stooges che attaccano subito con Loose e a quel punto la folla di gente dietro di noi inizia giustamente a muoversi freneticamente schiacciandoci un po' e la tristona in gonna lunga accusa subito il colpo lamentadosi da dietro i suoi occhialoni appannatti, così la security vedendola in difficoltà se la prende e se la porta via! TIE'! Ben gli sta!

Stooges
Durante Loose noto che Iggy è scatenitissimo ed in forma sembra non dimostrare affatto 58 anni! Pare un regazzino infuriato! Eppoi Mike Watt che picchia il basso con le sue dite tozze mentre fa facce assurde e gli Asheton cattivi ed impassabili! Finita Loose se non mi sbaglio attaccano Down the Street eppoi non ricordo la sequenza, ma hanno continuato con pezzi di Stooges e Funhouse (quelli senza sax). Ricordo il micidiale intro di chitarra in i Wanna be your dog accolto da un boato da stadio ricordo una tiratissima TV Eye e un ipnotica 1969. E ricordo Iggy salire sugli ampli di Watt e cavalcarli, ricordo le sue conotorsioni, i suoi urli, i miei, quelli della folla. Poi Iggy dice sometime we're up and sometime we're down! e li avevo già capito che avrebbero fatto Dirt forse il mio pezzo preferito degli Stooges, e l'hanno eseguita in modo divino. Era così struggente che stavo quasi per mettermi a piangere! Ma poi succede l'impensabile ovvero in Real Cool Time Iggy incita il pubblico a salire e siamo saliti in 7 dopo una dura lotta con le transenne e gli energumeni della security che sono stati giustamente insultati da Iggy. Sul palco ballo con la gente e sopratutto canto real cool time faccia a faccia con Iggy! Auguro a tutti quelli che andranno ad Otranto di poter riuscire a fare ciò che ho fatto io! Dopo real cool time la security ci fa scendere dal palco, saluto velocemente Mike Watt (un mito) e me ne torno subito tra le prime file mentre risuonava No Fun (o Not Right non ricordo) perchè ero ancora incredulo per quello che era successo. Torno in tempo per godermi una 1970 stupenda durante la quale sale il mitico Steve Mckaye al Sax a infuocare il tutto. 1970 è seguita da una Fun House ancora migliore chiusa dal casino di LA Blues! A quel punto ero in estasi e gli Stooges smorzano un po' il tutto eseguendo due pezzi dell'ultimo album di Iggy riprendendosi per fortuna con un paio di pezzi da Stooges (se non sbaglio little doll) e chiudono con un bis di I Wanna be your dog devastante.

Ora dopo una cosa del genere ogni concerto sarebbe stato brutto infatti i New Order non sono stati granchè poi le loro ultime canzoni sono tutte uguali, almeno durante quelle mi sono riposato per poi ballare Temptation Blue Monday e Love will tear us apart. Devo dire che però sentire Peter Hook dal vivo è sempre una cosa bella. Dopo di loro sono andato nell'area media che consisteva in un bella arena con gradinate per vedermi da seduto e assonnato i Mercury Rev che avevano dei visual grandiosi e dietro di loro uno sfondo ancora più evocativo che consisteva in una luna rossa che sorgeva dal mare e più saliva più si schiariva! Un loro concerto seguito in questo stato è un esperienza da vivere! Dopo di loro volevo vedermi i Piano Magic, ma era tardi ero stanco e non ho resistito, tanto suonano al neapolis rock festival!

Postato da: Nihil82 a 02:04 | link | commenti (18) |
primavera sound 2005

mercoledì, maggio 25, 2005
Live live lives #2

Prosopopea di concerti a Roma! Dalek, Out Hud, Dissonanze, Oneida, Modey Lemon.

Inzio coi Dalek che hanno suonato a Roma più di una settimana fa precisamente lunedi 16 maggio!

Che dire? Prima di tutto vi dico che i Dalek sono un gruppo hip hop formato dal produttore Octpus,  il dj Still e il rapper Dalek (da cui il nome del gruppo). Eppoi vi dico anche che ciò che fanno è un hip hop noise industrial, per darvi una vaga idea ecco un efficace descrizione fornita da reveletor: Dalek è Public Enemy meets My Bloody Valentine meets Cannibal Ox meets Nine Inch Nails ! Il risultato di questo mix sul loro nuovo album Absence è splendio, ma dal vivo è oltre è qualcosa di veramente devastante. Forse uno dei concerti definitivi del Circolo insieme a quello dei Liars. Sul palco si vedevano le seguenti cose: a destra Still un dj cino/africano (tipo Pharrel) con una fratta di capelli immensa che oscilla mentre maltratta puntine e dischi come un Thurston Moore dei giradischi; a sinistra Octopus, un ispanico coattissimo che mentre smanetta con samplers, laptop e effetti vari tira fuori facce da psicopatico che manco nel black metal, in mezzo Dalek, basso e tarchiato, spara le rime con un determinazione e uno sprezzo inquietanti. La musica che ne veniva fuori era un magma caotico e strisciante da cui uscivano i beat lenti pesanti e minacciosi  sui quali Dalek rappava in modo ipnotico e trascinante. Tra un rap e l'altro i due dietro cercavano di creare quanti più casino possibile: Still o si esibiva in ottimi scratch noisettoni o urlava nella testina del suo giradischi creando dei suoni tipo sirena di un nave, Octpus smanettava come un ossesso creando muri di suoni assurdi. Il concerto è durato il giusto (un ora e qualcosa), la gente era poca, ma buona (vicino a me c'era un hiphoppetaro che ballava in modo fichissimo!) e mi sono preso un fichissimo split Zu Vs. Dalek che mi sono fatto firmare dai Dalek e gli Zu che erano li presenti, magari un giorno diventerà un rarità chissà!

Poi due giorni dopo mi sono andato a vedere gli Out Hud ovvero il gruppo danzereccio del bassista e cantante dei !!! più due ragazze e un altro tizio. Il bassista dei !!! era dietro a drum machine sequencer vari e gestiva tutta la parte rimtica, mentre il cantante (Nic Offer) suonava la chitarra e il synth, ma principalmente non faceva altro che ballare incitando la folla. Una delle due ragazze cantava e suonava synth mentre l'altra faceva cori e suonava il violoncello, l'altro tizio suonava semplicemente il basso. Il concerto è stato divertentissimo e super danzereccio come mi aspettavo! Nic incitava tutti al ballo e dopo i primi due pezzi tira fuori 5 biglietti della metro dicendo che a loro non servivano più e che li avrebbe dato ai migliori  ballerini della serata. Da quel punto in poi le solite mummie indie hanno iniziato a darsi da fare e a ballare di più, io stavo ballando come un pazzo già dall'inizio imitando Nic perchè lui è un genio e la loro musica non è nulla di che, ma fa muovere il culo come poche altre. Così verso la fine del concerto Nic scende dal palco e ballando inizia a premiare i ballerini tra cui ci sono anche io, Sara e Nora. WOOOooOOHOOooO! Dopo il concerto sono pure riuscito a fargli i miei complimenti per il concertone dei !!! in quel di Barcellona!

Il giorno dopo sono andato a Dissonanze che ques'anno si svolgeva nel fichissimo Palazzo dei Congressi dell'eur. C'erano due stanze: una enorme dove c'erano i truzzi che ballavano dj set fichi (richie hawtin con villalobos), ma troppo pieni di gente che non si riusciva goderseli, e l'altra era un auditorium con posti a sedere. Io Sara e Carlo entriamo nell'auditorium dove c'erano tali Granular Synthesis, ovvero, la follia. Uno schermo che sparava ad intermittenza velocissima frequenze di colori in sincrono con le frequenze dei suoni che erano texture che partivano dai bassi più profondi fino agli alti più acuti, il tutto a volume altissimo. Roba che dopo un quarto d'ora siamo dovuti uscire: una dell'esperienze audiovisive più estreme che vi possiate immaginare. Dopo becchiamo anche Colas e Giulia da cui scopro che con The Wire danno delle tavolette di cioccalata quindi me lo vado a comprare eppoi mi fiondo a vedere, sempre nell'auditorium, Ryoji Ikeda: che fico che è stato! Uno spettacolo audiovisivo complicato profondo e così ben fatto che non riesco a descriverlo. Cmq si chiamava C4I ed è contenuto in questo ben di dio di dvd, seguite il link e avrete una descrizione in inglese, ma ben fatta di ciò che ho visto e sentito. Tutto ciò però è nulla in confronto a quanto è accaduto sulle scalinate per entrare nel Palazzo del Congresso. Primo evento: stavamo in fila per entrare quando un parioletto cerca di fare il furbo e salta la fila, ma per farlo non si accorge che deve attraversare una fontana spenta così inizia a camminare nell'acqua facendo finta di niente nonostante era palese la sua cazzata e tutti lo guardavano ridendo, chissà dentro  come si stava contorcendo!  Secondo evento: all'uscita io e Sara stavamo salutando Carlo intanto noto un furgoncino che vendeva panini coi wurstel ed escalmo "mo me pijo un viuste!" appena lo dico però il proprietario del furgoncino scende ed inizia a prednere questione con un coatto che lo molestava. Continuano finche non si inziano a menare pesantemente, il coattello palestrato pare avere la meglio e Tonino (lo chiamo così perchè sul furgonicno c'era scritto da tonino) pare prendere il fugone invece sale sul furgoncino e tira fuori un coltellaccio enorme da macellaio e lo punta contro il coattello che lo inseguiva. A quel punto gli urla le peggio cose in romanaccio ed iniza ad inseguire il coatto che scappa a gambe levate. Spaventati ce ne torniamo alla macchina mentre Tonino cercava ancora di accoltellare il coatto che testardo rimaneva nelle vicinanze.

Che dire degli Oneida visti domenica scorsa? Sono stati bravissimi, il loro rock psichedelico impulsivo e seriale dal vivo è qualcosa di unico. hanno qualcosa della ripetizione fluttuante dei Can qualcosa dell'hard-psichedelico dei '70 e qualcosa del noise niuyorkese. Il tutto suonato con impeto e trascinamento unici! Hanno iniziato con Each one teach one e concluso con l'assurda Sheets of Easter dove ripetono per 15 minuti di fila la parola light sostenuta da batteria basso e tastiera che suonano sempre la stessa nota sullo stesso tempo. In mezzo solo due pezzi dall'ultimo bellissimo album The Wedding, perchè non potevano riscreare in tre tutte le orchestrazioni dell'album, uno dallo split con i Liars un altro (summerland) dall'ottimo ep Splitting Peachese eppoi vari da Secret Wars e gli album prima. Insomma concerto stupendo come al solito (visti già due volte) riescono sempre a stupirmi anche se la prima volta non si scorda mai (quando aprirono per cat power a roma) infatti Sara che non li aveva mai visti è rimasta a bocca aperta e a distanza di un ora era ancora attonita. Tanto per gradire il giorno dopo ho aperto con il mio gruppo tali Modey Lemon, non li conoscevo, ma il loro live mi ha piacevolmente sorpreso! In tre suonaon un potentissimo e veloce psych rock che si rifà quasi didascalicamente a gruppi come la jimi hendrix expirience, blue cheer o gli hawkwind però molto più garage, fichi!

Postato da: Nihil82 a 15:37 | link | commenti (3) |

sabato, maggio 21, 2005
Prefuse 73

Surrounded By Silence

Intro futile

Finalmente mi trovo a recensire il nuovo album dell'ormai famoso Prefuse 73: ovvero lo pseudonimo con il quale Scott Herren, musicista elettronico, ha quasi rivoluzionato l'hip-hop, mischiandolo con la glitch e anche con certa idm di scuola Warp, ma senza perdere in impatto anzi i suoi lavori sono sempre molto colorati!

Nel 2003 presi una vera cotta per Prefuse e la sua doppietta capolavoro One Word Extinguisher/Extinguished Outtakes. Sempre  nel 2003 misi la doppietta di Prefuse al primo posto della mia classifica annuale e scrissi "Non credo che in vita sua Scott Herren (vero nome di Prefuse) riuscirà a fare di meglio". Una frase che per ora si conferma vera, in quanto Surrounded By Silence non è bello quanto i precedenti album, sopratutto perchè si nota una ripetizione di certi trucchi e modi di fare che ormai non stupiscono più, scadendo nella maniera. Però si tratta di una maniera bella esteticamente, ne stantia e ne fastidiosa. Quindi dico subito che, al contrario di quanto vi diranno in molti, è un album bello, non epocale, non un capolavoro e ne mezzo, ma solamente bello.

La maniera si può fare ed è simpatica d'ascoltare!

Prima cosa che salta all'occhio e all'orecchio sono i numerosi featuring presenti. Perchè se Prefuse negli strumentali come l'intro e certi interludi, pur gradevolmente, si ripete, senza attirare particolarmente l'attenzione, nei pezzi cantati sfoggia belle melodie e ottimi ritmi a seconda dell'ospite. Bellissima Pagina Dos insieme ai Books che sfoggia i particolari campionamenti folk malinconici di ques'ultimi uniti alla perfezione con i beat di Prefuse. Sempre sul lato più pop/melodico ottima anche la canzone con Kazu Makino e pure Pastel Assins che ricorda molto le canzoni di Savath & Savalas contenute in Apropa't. Il lato melodico (e anche abbastanza psichedelico) di Scott Herren raggiunge il massimo livello nella traccia di chiusura I'm Gone dove usa la voce della cantante dei Broadcast come se fosse uno strumento. Nei pezzi hip-hop rappati invece Scott Herren si trattiene molto e decide di limitare i suoi interventi solo alle basi che sono più canoniche del solito dando un gusto "fruibile" e "commerciale" all'album. C'è chi può vedere in questa scelta una cosa negativa, io invece la vedo come una scelta felice perchè altrimenti avremmo avuto davvero troppa maniera e ci saremmo persi ottimi pezzi come Just The Thought, Sabbatical With Options (con un bravissimo Aesop Rock) o la melliflua e piaciona Now You're Leaving.

La conclusione è che Surrounded By Silence non propone nulla di nuovo, se non un gusto più pop e meno sperimentale nella produzione. Si tratta di un album che scorre bene, veramente piacevole d'ascoltare in queste belle giornate romane piene di sole! E' da settimane che nel walkman scorre solo Prefuze! (nei quartieri più bui e fasci, però, scorre solo Dalek per "resitere resistere resistere!").

Postato da: Nihil82 a 14:43 | link | commenti (2) |
surrounded by silence recensione

domenica, maggio 15, 2005
Analord 02

Analord 02 (voto 7/8)

Eccoci questo Analord 02 è forse uno dei migliori della serie finora, concentradosi di più su melodie dilatate e ambient lasciate scorrere su dei gentili ritmi old skool più efficaci di quelli del precedente volume.

L'ep inzia con l'ottima Phonatacid un pezzo acid/ambient molto elaborato e stratificato scandito da una drum machine morbida dai soliti suoni old skool. La melodia è molto bella e spesso si sovrappone una specie di vocoder, creando un atmosfera tipo If it really is me di Polygon Window. I lato A si conclude con la bellissima ambient techno di Laricheard. Il titolo richiama il nome di Larry Heard pioniere della dance più ambient sin dalla fine degli anni '80. Infatti Richard qui è alle prese con un pezzo che richiama esplicitamente lo stile di Larry, con bassi gommosi che rimbalzano caldi e leggeri circondati da una melodia di archi sintetici. Peccato che duri solo 2 minuti!
Si passa al lato b con Pissed Up In Sel che riprende l'atmosfera di Phonatacid virandola in 4/4 e rendendola ancora più ombrosa, con l'ausilio di pad presenti pure negli intermezzi più distesi dei pezzi di Drukqs. Chiude l'ep Bwoon Dub: un 4/4 ambient, scuro e melodico come per i pezzi precedenti, ma, come s'intuisce dal titolo, farcito di echo e delay dub.

Analord 02 risulta uno dei volumi più omogenei e ben congegnati della serie, i 4 pezzi sono tutti di qualità e non ci sono eccessi che sbilanciano l'attenzione su di un pezzo piuttosto che un altro. La chiave dell'ep è Laricheard: tutto l'ep sembra un omaggio al già citato Larry Heard e almeno due dei pezzi contenuti si possono mettere accanto alle migliori produzioni techno ambient di Aphex.

Fanculo tutto!

Tanto per farvi capire la coglionaggine dei vari blogger e critichini che popolano la rete (ed il mondo), beccatevi sto link dove si recensicono i primi due volumi di analord dicendo che sono ugualmente brutti perchè preistorici! no comment.

Postato da: Nihil82 a 18:17 | link | commenti (12) |
analord 02 recensione, analord series reviews

venerdì, maggio 13, 2005
Lasciatemi adorare Aphex Twin in modo nerd!

Analord series: le recensioni

Non capisco perchè la maggior parte delle persone si stia accanendo contro Richard D. James (melgio conosciuto come Aphex Twin) e la sua serie Analord dicendo le classiche cose contro di lui: "sono scarti che ha messo fuori solo per soldi e bla bla bla bla". Tutto questo senza manco analizzare i pezzi pubblicati in questa serie di ep vinilici, che per ora è arrivata all'ottava e penultima uscita. Le uniche persone che se ne stanno occuppando in modo serio e ragionato sono quelle dell'amato/odiato sito di Pitchfork, che ogni tanto ce prendono!
Ma bando alle ciance e veniamo al dunque, da oggi in poi troverete sul mio blog delle vere recensioni di tutte le uscite Analord che io mi sono preso originali, ma che se non siete feticisti potrete trovare facilmente su Soul Seek o DC++ o qualsiasi altro file-sharing.

Analord 01 (voto: 6 quasi 7)


L'ep inizia con Stepplefinger un pezzo electro a battuta lenta che presenta una melodia di synth quasi ambient attraversata da arpeggi ballonzolanti di 303 gommose e acid, il tutto sorretto da una 808 che si produce in semplici breakbeat. Segue Canticle Draw un brevissimo sketch in 4/4 atonale e stonato: un abbandonarsi allucinatorio al suono dei synthi analogici del pazzo Richard. Anche la successiva MC4a inizia con un bel giro acid stordente e ipnotizzante, ma più spezzato. Se non fosse per la solita 808 e suoi breakbeat electro, farciti di stop & go e poliritmie, MC4a potrebbe essere scambiata per un pezzo della famosa serie di Analogue Bubblebath, basta aggiungere un po' di riverbero qua e la! Proprio dopo parte una traccia non segnata, veramente veramente bella, che sembra essere uscita dalle migliori cose di Aphex Twin periodo Polygon Window/AFX ! Si tratta di una techno amient, purtroppo brevissima, molto evocativa, con linee acid in primo piano e un meraviglioso pad ambient che si eleva da sotto.
Si passa al lato b con la più movimentata Where's Your Girlfriend: giro di basso catchy subito raggiunto da un bell'electrobeat e dai soliti gorgheggianti synth dissonanti in acido. Segue la bella Grumpy Acid che parte ambient inquietante e si sviluppa in un breakbeat electroacid condito da riverberi e synth fm come fossero suonerie di cellulare: la cosa più vicina all'ottimo 2 remixes by AFX uscito due anni fa. L'ep si chiude con Analord 158b con la sua melodia ambient nascosta sotto un basso tagliente.

Sarà il fatto che in questo nuovo progetto il signor Richard riprende l'electro, ma spesso sembra di sentire una versione più pop meno ingenua, meno ambient e (sopratutto) meno innovativa delle sue prime produzioni a nome AFX o Polygon Window. I suoni ovviamente sono magnifici però le composizioni non sono sempre tutte all'altezza: o durano troppo poco (come la untitled del primo lato) o non sono ben sviluppate nella loro pazzia (MC4a). Le cose migliori risultano quelle totalmente matte come Canticle Draw o catchy e ambient come Stepplefinger 101, non a caso le uscite successive si focalizzeranno su questi due punti.
Insomma il primo volume di Analord non è così entusiasamante come quelli che verrano dopo, ma contiene le basi per capire cosa aspettersi da questa serie: ovvero pezzi che esplorano l'electro dei primi '90 facendo uso dei mille synth analogici che Aphex ha collezionato e modificato nel tempo.





Postato da: Nihil82 a 19:14 | link | commenti (1) |
analord 01 recensione, analord series reviews

martedì, maggio 10, 2005
Live live lives #1

Gioventù Complessata

Ieri Lou Barlow, oltre ad aver fatto un ottimo concerto solo lui chitarra acustica e moog, ha dimostrato di essere il Re degli indie-nerd complessati e impacciati!

Il suo concerto inizia bene ottimo fingerpicking, ottima voce: sembrava l'inizio del concerto di un buon cantautore e nonostante mi sono mancati gli arrangiamentei veri dei Sebadoh (lo-fi e un po' noisettosi) molte canzoni hanno davvero commosso. Lou aveva due microfoni uno normale e l'altro che riproduceva la voce come se fosse filtrata da un telefono per fare quell'effetto piacione da indi-paucino, effetto che rendeva ancora più da telefilm indie (tipo scrubs) le sue canzoni.

La cosa più bella è stata questa: mentre io pensavo a varie scene alla Scrubs che mi ispiravano le canzoni di Lou sovrapponendo i personaggi del telefilm con le faccia degli sconosciuti e amici presenti in sala, ecco che Barlow si allontana dal microfono e interrompe la canzone a metà dicendo "no no no". Poi spiega che sente parlare gente in sala e che questo voleva dire che lui stesse suonando male. Essendo una cosa non vera tutti gli dicono di continuare e allora lui, sempre più impacciato e confuso, ci dice che vuole che gli facciamo richieste, ma dice anche tante altre cose che ora non vi stò a dire (tipo una storia buffa su lui e Roma e la ragazza che si avvelena a Firenze bah!). Il concerto è continuato con lui che ad ogni canzone prendeva più confidenza col pubblico che gli richiedeva classici come On Fire o Natural Water che lui eseguiva prontamente dichiararando però che distruggerà la canzone perchè è un incapace. Invece poi la eseguiva bene! Boh un tipo proprio strano!

Alla fine mi sono fatto autografare un pezzetto di carta su cui il gentile indie-nerd Lou mi ci ha scritto l'accordatura della sua chitarra a 4 corde!!

Postato da: Nihil82 a 14:14 | link | commenti (8) |

lunedì, maggio 09, 2005
Live live lives

Gioventù bruciacchiata

Domani a Roma ci sarà il concerto di Lou Barlow. Proprio ora su soul seek mi raccontano che, all'epoca dei Sebadoh Barlow e Loewenstein facevano salire la gente sul palco per fargli suonare la batteria o la chitarra! Ma che fico!

Io invece che all'epoca ero giovane e sprovveduto e che non conoscevo i Sebadoh, mi sorbirò un Lou Barlow solista più folk e meno pazzo.... sperando però di essere smentito domani!

Que viva l'indie anni '90 che era più noisettone!!

Postato da: Nihil82 a 00:30 | link | commenti |