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Qui scrivo di musica quella bella sonica, rock ed elettrica, elettronica e punk, noise e jazzosa! Ma anche no! Quanto odio(amo) questo modo di dire.

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lunedì, giugno 13, 2005
Sleater-Kinney

The Woods

In questo 2005 che ha visto tanti artisti degli anni '90 pubblicare album se non brutti, deludenti o cmq tra i loro peggiori (Beck, NIN, Mercury Rev etc.), le tre  Sleater-Kinney, invece, arrivano in piena forma con il loro settimo album (il primo per la Sub Pop) che si rivela anche il migliore di tutta la loro decennale carriera (che potrete trovare riassunta qui e qui).

Quando le donne sono più cazzute degli uomini!

Metto il disco nel lettore e, dopo un brevissimo feedback di chitarra posto come avvertimento, la produzione strafica di Dave Fridmann (produttore di Mercury Rev, Flaming Lips, Modest Mouse, Mogwai) satura tutti suoni, così le fantastiche chitarre di Carrie e Corin, doppiate dalla batteria pulsante e rutilante di Janet, sfondano l'ampli nell'iniziale The Fox!! Poi l'album continua sempre più incazzato, potente e catchy. 
La cosa bella, che si nota subito, è come il loro stile si sia evoluto verso un saturatissimo rock che arriva a toccare svisate hard-psych fine '60 degne dei Comets on Fire! Nella stupenda Let's Call it Love si buttano in una jam da 11 minuti che dal sesto minuto in poi impazzisce e ti fa volare nello spazio! Roba che io non ho mai sentito fare da un terzetto di donne! Ma non vi preoccupate non è un disco pipparolo e auto indulgente, il resto dei pezzi sono perfette canzoni rock tipo Entertain! Come se il loro precedente stile asciutto e "femminile", tipico delle band nate dal movimento riot grrrls, gli fosse sempre stato stretto, le Sleater-Kinney se ne escono con un album in cui la loro femminilità è espressa attraverso suoni e strutture tipicamente maschili. Cose come lo stomp-blues di What's Mine Is Yours, che farebbe impallidire i QOTSA,  dove irrompe la chitarra di Carrie con un bellissimo assolo psycho fuzzettoso: mai sentita una donna esibirsi in tali assoli super cazzuti! Ma non sono solo le chitarre le protagoniste dell'album c'è pure la voce potente, tesa e nervosa di Corin, capace di grande espressività come in Jumpers. Una voce sempre pronta a cantare, declamare, urlare, sussurare e scandire dei testi mai banali e alquanto efficaci, che passano dalla critica al mondo esterno fino a fatti più personali. Tanto per infierire sulle band che mi hanno deluso quest'anno: Entertain e Modern Girl fanno a pezzi qualunque patetico testo "contro" dell'ultimo album dei Trail of Dead. In tutto questo la produzione perfetta di Fridmann crea, i più bei suoni di chitarra mai sentiti in questi anni! E in Modern Girl azzarda pure la distorsione totale del pezzo che nonostante tutto rimane sempre dinamico!

Riassuntino per chi non ha capito

Tutto il bello di The Woods è riassunto nella già citata Let's Call it Love: un tour de force degno dei più pesanti Blue Cheer scandito da un andamento umorale che segue e rappresenta benissimo il testo cantato da Corin. Corin canta che è arrapata, si vuole scopare sta persona e gli urla "I've got a long time for love!" e, dopo il sesto minuto come ho già scritto, si vola. Alla fine si riatterra nello spleen della conclusiva e meravigliosa Night Light. Questa doppietta posta a fine album mi cancella ogni dubbio e mi fa già dire da adesso che The Woods (per ora) è il miglior album rock del 2005, una bomba che nessuno (e dico nessuno) si dovrebbe far mancare!

Postato da: Nihil82 a 17:49 | link | commenti (8) |

sabato, giugno 11, 2005
Primavera Sound 2005 @Barcellona

PRIMAVERA SOUND 2005 REPORT #2

Beccateve i netto ritardo la seconda parte del report tiè!

Tortoise e Stand
Il secondo giorno di permanenza a Barcellona è stato pure lui fichissimo purtroppo mi sono perso i Tortoise (a quanto pare autori di un ottimo concerto) sempre per il problema dei pochi posti all'auditorium! Che cazzo! E meno male che erano 3500 i posti! BOF! Io e Sara ne approffittiamo per farci un giro in mezzo ai numerosi stand presenti all'interno del festival. Degli stand vendevano molti artisti del festival a prezzi convenienti (sui 10 euri) e anche altre chicche (il magnifico nuovo album delle Sleater Kinney a 13 euro), poi c'erano dei curatissimi e bellissimi stand delle etichette indie spagnole ed uno stand di roba strana Giapponese che aveva delle magliette (e delle spillette) stupende. Infatti Sara si ferma a lungo li si compra una maglietta e pure tante spillette belle che erano in offerta. Dopo ci mettiamo seduti a mangiare dei panini autoprodotti aspettando l'esibizione dei Dirtbombs che avrebbero suonato dopo mezz'ora nel tendone che ci si parava davanti. Mentre mangio una musica bella noisettona e contundente mi attrae da lontano: sul palco degli sfigati (un mini palco vicino agli stand) stanno suonando i Cheese un gruppo spagnolo niente male che almeno da lontano mi parevano tipo gli Arab On Radar! Ma sono pigro e non mi alzo per andarli a vedere, mi alzo solo quando arriva il simpaticissimo Val, che conoscevo solo via forum del mucchio, e con lui, sua sorella e Sara entro nel tendone!

Dirtbombs
Sul palco i Dirtbombs si presentano con doppia sezione ritmica e una sola chitarra che è suonata dal cantante e leader Mick Collins un omone nero davvero alto e possente! Appena iniziano a suonare trascinano subito tutto il pubblico. me compreso, in sfrenati balli rock'n'roll! Infatti le due batterie fanno quasi lo stesso ritmo con poche differenze, ma insieme sono di una potenza incendiaria! Come incendiari sono anche i due bassi, uno più ritmico e gommoso, l'altro (suonato da una orientale fichissima) super fuzzetoso e tagliente che pare quasi una chitarra. Sto casino è impiegato in una micidiale miscela di garage-punk che, invece di essere urlato, viene cantato da Mick con una calda e sinuosa voce soul! Più va avanti il concerto più le canzoni si fanno zompettanti, calde e rutilanti! La bassista asiatica sfeedbecca i batteristi pestano e rullano e Mick si produce in cantati e assoli fichissimi!  Durante il gran finale il gruppo impazzisce e parte verso una jam distruttiva finita in feedback di bassi pezzi batteria lanciati e ripresi al volo e chitarra che vola via dopo essere stata suonata con i denti stile Hendrix. BELLISSIMO!

Sonic Youth
Dopo nella stessa tenda ci sono i Futurheads sono bravi riescono a fari i cori come su disco, ma mi annoiano non sono fichi come vorrebbero essere. Piuttosto mi preparo a vedere i Sonic Youth che suonano nello stage principale (quello tipo spazioporto con il prato in obliquo).
I Sonici aprono (come all'indipendent) con un bel drone (fatto più che altro dal mitico e bravvisimo Jim O'Rourke) ad introdurre la bella I Love You Golden Blue da Sonic Nurse dove Kim Gordon canta tesa e soffusa. Poi continuano con altri 4 pezzi da Sonic Nurse dove Thurston Moore si dimostra quel grandissimo e simpaticissimo cazzone che è sempre stato suonando in maniera sgangherata e facendo casini con la chitarra (dal rotolarsi per terra con essa, all'appenderla in alto su un traliccio) appena i pezzi gliene potevano dare la possibilità. Lee Ranaldo invece è più tranquillo e scolpisce il suono del gruppo insieme a quel gran manico di Jim O'Rourke mentre Steve Shelley (che adoro sempre di più ogni live che vedo) stende dei tappeti ritmici super dinamici e impercettibili! Dopo sti pezzi Thurston fa vari apprezzamenti al pubblico e a Barcellona (sempre in quel modo stralunato alla Fry) eppoi inizia a strimpellari insieme agli altri per vedere se sono tutti accordati bene e da quegli strimpellamenti riconosco una canzone favolosa e non ci credo che la faranno! Invece la fannoo!! E' Catholic Block da Sister!!!! Che ficata che è stata! Ma non ho il tempo di raccogliere la mascella e i sensi che questi folli mi partono con una magnifica Pacific Coast Highway che quasi cancella la precedente canzone! Infatti qui una scatenata Kim Gordon si piega e si agita mentre urla "Come on get in the car lets go for a ride somewhere!!! I won't hurt you  as much as you hurt me!!" poi ci improvvisa pure un assolo free con la tromba, stacco lento eppoi riparte con Kim ancora più alienata e arrapata "I wanna take your breathe away!!! comon baby!!! just like that, you say! you make me feel so crazy!!!". Non faccio in tempo nemmeno a riprendermi da questo che sul palco blaterano di ragazze californiane e cazzo attaccano subito la magnifica Expressway to Your Skull!!!!!!! Eseguita pure questa da dio! Inizio psichedelico malinconico e finale con un velocissmo noisecrescendo in stile Mogwai al posto del "normale" noise della versione di Evol. Poi diventa tutto ipnotico il pezzo finisce e Lee attacca la sua canzone più fica nonchè una delle migliori in assoluto dei Sonic Youth: Mote! Bellissima!! Bellissima! Escono poi tornano e fanno Teen Age Riot, la fecero meglio a Bologna, ma non mi lamento e sono contento del concertone!

Out Hud
Come a Roma però elevato alla terza perchè il pubblico era di più ed era meglio e ballvano tutti e alla fine hanno fatto salire sul palco un nerd folle e l'hanno pure denudato (solo la maglietta gli hanno tolto). Che siano Out Hud o !!! vedeteveli dal vivo perchè sono una bomba, alla fine basta che ci sia quel pazzo di Nic Offer !!!

Gang Of Four
Dopo gli Out Hud mi vedo un po' di padrini del punk funk... che dire! I pezzi di Entertainment erano cazzuti allora e lo sono anche adesso! Specialmente se fatti da una band che suona con passione ed energia, nonostante l'età e la reunion! Però in mezzo c'hanno messo troppi pezzi stile Red Hot che non conoscevo e che non mi sono piaciuti! Per fortuna che se ne sono usciti con un finale cazzuto e cattivo con distruzione di strumenti sul palco vista mentre passiamo di lato al palco diretti a vedere i Go Team!

Go! Team!
Vedere gli inglesi matti Go Team! è come partecipare ad una lezione di aerobica dato che la loro vocalist nera ci coinvolgeva in movimenti urla e battiti di mano alquanto atletici! La musica poi è un mix di beat anni '60 hip hop inzio '90 e chitarre! La cosa ti fa frullare il cervello e divertire come poche band sanno fare, a perderci è solo un po' di complessità musicale presente sul cd. Dal vivo i pezzi si somigliavano molto, ma importa poco tanto stavo sempre a saltare gridando Uè! e GO TEAM! GO! GO TEAM! GO TEAM!

This is la fine!
E con questo titolo idiota alla Meganoidi concludo il report perchè non ho resistito a vedere il dj set dell'occhialuto dei Kings Of Convinience!




Postato da: Nihil82 a 01:12 | link | commenti (4) |
primavera sound 2005